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MIA 2010
Ímpari, ossia inferiore per forza o per qualità, recita il dizionario della lingua italiana.
Ci sono milioni di persone che contano meno delle altre, anche se contribuiscono alla vita del Paese come e più degli altri. Sono i migranti. Tutti i cittadini hanno uguale dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana… (art.3 della Costituzione Italiana).
Oggi invece la Repubblica, le sue istituzioni, non sembrano in grado di rimuovere gli ostacoli di cui parla la nostra Costituzione. Anzi, il cammino verso l’uguaglianza appare sempre più impervio e la sua realizzazione un obbiettivo di cui in molti non percepiscono più l’importanza.
Il principio dell’uguaglianza, che è il cardine della democrazia, il nesso tra la libertà e la giustizia, va fatto vivere di nuovo nell’Europa del terzo millennio, per ridare un’anima e un futuro a questo continente.
Abbiamo ancora molto da imparare per costruire società solidali, aperte ed inclusive.
Il Meeting internazionale antirazzista si è dimostrato negli anni una buona scuola, un’occasione non tradizionale di approfondimento e proposta, di confronto con il mondo della cultura e dello spettacolo.







