Rassegna cinematografica
Sediamoci a prendere il sole
Orizzonti di cinema
Indagine cinematografica sull’antirazzismo e i diritti dell’uomo
Quando dobbiamo organizzare un piccolo (ma importante) Festival Cinematografico ci poniamo sempre il problema di come iniziare e come finire. Non si può prendere un film e presentarlo tranquillamente. C’è sempre un’ idea e a partire da questa dobbiamo provare a costruire un progetto e una proposta coerente. Abbiamo deciso di aprire il nostro Festival con un film di iniziazione. Si chiama Souvenirs encombrants d’une femme de menage, in italiano “Le memorie ingombranti di una donna di servizio” Burkina Faso 2009. Nata in Guadalupa nel 1920, quindi fuggita in Francia, Thérèse sedotta, maltrattata e abbandonata da vari uomini, madre di sei figli, donna delle pulizie spesso senza fissa dimora, ha deciso di raccontare le proprie vicissitudini, senza vergogna per esorcizzarle. Quando Claire, regista teatrale, leggendo il suo libro, non ha avuto dubbi che si trattasse della donna che la accudiva da bambina la cerca. Da questo incontro è nato uno spettacolo teatrale dove Thérèse Bernise Parsi, interpreta magistralmente se stessa. Dani Kouyat è nato in Burkina Faso ma vive da anni in Svezia, figlio di Sotigui Kouyaté, il primo attore moderno del Burkina Faso, ha deciso di costruire rispetto all’ ipotesi teatrale un documentario su Thérèse, presentandolo nel mondo, con una espressione artistica mai immaginabile.
Successivamente ( 27/6/2011) abbiamo deciso di proiettare Arna’s children ( I bambini di Arna) di Juliano Mer Khamis, Israele/Palestina/Paesi Bassi 2003 dove l’attore e regista ebreo -palestinese riesce attraverso un bel documentario, a narrare la vicenda di alcuni bambini palestinesi coinvolti nell’attività teatrale svolta dalla madre, l’attivista Arna Mer, alla fine degli anni 80. Dopo otto anni dalla chiusura delllo Stone Theatre, Mer Khamis torna a vedere cosa è stato dei ragazzi conosciuti e scopre che in gran parte sono stati uccisi dai soldati israeliani, durante la seconda Intifada.Il regista Juliano Mer Khamis è stato brutalmente assassinato il 4 aprile del 2011 all’ingresso del campo profughi di Jenin, dove si era trasferito per riprendere l’esperienza Teatrale, fondando il “Freedom Theatre”. Sarà presente in sala Paola Caridi, attualmente corrispondente da Gerusalemme. Ha scritto nel 2007 e nel 2009 per la Feltrinelli due interessanti libri ” Arabi Invisibili” e ” Hamas. Che e cosa vuole il movimento radicale palestinese”
Dopo una lunga riflessione ( assolutamente personale) abbiamo deciso di proporre al Meeting un vecchio film anche se mai proiettato nè al Meeting, nè in altre situazione particolari.
Il 28 giugno presentiamo al Meeting Waalo Fendo – La où la terre gèle (La dove la terra gela) - Svizzera 1997. Docu-fiction assai interessante di Mahammed Soudani, nato a El -Asnam in Algeria ed emigrato 30 anni fa in Ticino, dove è diventato uno dei registi cinematografici e televisivi più apprezzato in Svizzera. Il film approfondisce un tema di grande attualità raccontando, con grande realismo e sincera sensibilità, la commovente storia di chi lascia il proprio paese per inseguire un futuro migliore. Waalo Fendo è la storia di Yaro, giovane senegalese immigrato in Italia, che dopo due anni scrive alla sua famiglia di lasciar partire suo fratello per l’Italia, dove potranno lavorare insieme e guadagnare più soldi. Purtroppo questo mondo non è quello a cui pensavano ..Infatti, due mesi più tardi, Yaro e un’ altro amico vengono assassinati davanti ai suoi occhi. Quindi dovrà imparare a lottare in un mondo difficilmente crudele. Il 29 giugno abbiamo deciso di presentare il film Harmanitos di Jacopo Tartarone , propostoci dalla Feltrinelli, dove all’interno di codici di appartenenza, di ritualità e di simbologie da rispettare, arrivano dal Sud America persone, per ricongiungersi con le loro famiglie, ma purtroppo ad aspettarli ne trovano altre ricostruite. L’unica soluzione è rimanere uniti. Si chiamano Latin King e vivono a Milano. Poi la chiamano anche Nazione. Con questo film riusciremo a vedere cose che nessuno dice ufficialmente cioè, la testimonianza della realtà di una comunità, all’interno di un altra comunità. Quindi non potendosi rifugiare tra le pareti di una casa, hanno adottato la strada come casa che però ha delle regole da rispettare e da far rispettare. 52 minuti importantissimi, dove il regista entra in intimità con alcuni di loro e riesce a raccontarci da vicino le loro vite ed il loro animo.
Torniamo all’Africa e presentiamo ( il 30 giugno), due documentari abbastanza interessanti, Visa La Dìcteè (Visto – Il dettato) di Ibrahim Letaief – Tunisia- 2004. Pluripremiato in Europa e in Africa, il film ci presenta attraverso una divertentissima serie di eventi, le acrobazie cui sono costretti gli immigrati per ottenere il visto. L’idea, dice il regista, nasce durante ad Angers, durante un festival. Con lui doveva esserci un amico senegalese che non riesce però ad essere presente fin dall’inizio. Arriva con notevole ritardo e spiega ciò che gli è capitato concludendo ” Ci mancava solo che ci facessero fare anche il dettato”. E’ bastata questa frase per iniziare la scenggiatura. Oggi siamo in un mondo particolarmente stupido. Mentre la globalizzazione riduce le distanze geografiche, aumentano a carattere esponenziale le distanze relazionali tra le persone e i popoli. E’ per questo che abbiamo ritenuto opportuno proiettare questo film. Consecutivamente presentiamo un cortometraggio di 14 minuti di Rachid Boutounes. Il titolo si chiama Une place au soleil ( Un posto al sole). Il film è molto interessante perchè quello che vediamo è una parte di vita di un immigrato che arrivato sulla sessantina in occasione del giorno del pensionamento, riceve dal Comune una medaglia per il lavoro compiuto. Era arrivato in Francia nel 1965, quindi tutta una vita immigrato al servizio delle nettezza urbana. Invia in Marocco, ad una donna senza volto e senza nome, il riconoscimento ricevuto che lei appende con cura insieme a tutte le foto che hanno scandito i suoi anni di lontananza. E’ arrivato il momento di tornare al paese? Per ora si siede a prendere il sole al tavolino di un bar con altri pensionati.
Siamo arrivati alla fine del Meeting ( 1 Luglio) anzi del Festival, o meglio alla chiusura di un’ indagine cinematografica sull’antirazzismo e di conseguenza sui diritti dell’uomo. Quindi chiudiamo questa operazione culturale con un film sulla condizione femminile diretto da Italo Spinelli. Il film si chiama Gangor ed è uscito in italia poche settimane fa. Tratto da un racconto breve ( ” Dietro il corsetto”) della scrittrice indiana Mahasweta Devi nata a Dacca nel 1926. Le sue opere, circa 42 volumi, hanno avuto come protagoniste le ingiustizie, la miseria, la violenza e lo sfruttamento di milioni di indiani ridotti in povertà, prima dal colonialismo e successivamente dalla globalizzazione. Devi ha come protagoniste le donne. L’eccellente Gangor è ambientato nel West Bengala, dove un fotografo di Calcutta viene inviato nella provincia più arretrata e rurale per un reportage sullo sfruttamento e la violenza subito dalle donne . Ma quando Upin, il fotografo, riesce a fare una foto bellissima a Gangor con il seno scoperto mentre allatta il suo neonato. Da quel momento la vita della donna e del fotografo cambieranno per sempre. Il regista Spinelli, che sarà premiato con la Stella dell’Ucca , racconta con questa coraggiosa pellicola, l’universo delle donne invisibili, quelle che ogni giorno devono faticare e sudare per sopravvivere e devono sottostare alle violenze e ai soprusi maschili.
UCCA TOSCANA
Il programma della rassegna:
26 giugno
Souvenirs Encombrant d’une femme de ménage di Dani Kouyatè – 2009 – Burkina Faso -
27 giugno
Arna’s Children, di Juliano Mer Khemis, girato nel 2003, con la presenza di Paola Caridi
28 giugno
Waalo Fendo- Là où la terre gèle, di Mohammed Soudani – 1997 – Senegal- 63’
29 giugno
Hermanitos, Fratelli d’Italia di Jacopo Tartarone
30 giugno
Visa La Dicteè ( Visto – Il dettato), di Ibrahim Letaief . 2004 – Tunisia – 30’
Une place au soleil ( Un posto al sole), di Rachid Boutounes -2004 – Marocco/Francia – 14’
1 luglio
Gangor, di Italo Spinelli – Italia – 2010 – 91’
